Sei una psicologa?
Sì 😄 Sono psicologa e psicoterapeuta a orientamento umanistico centrato sulla persona e direttore di psicodramma classico moreniano.
Poi però, nel tempo, la mia ricerca mi ha portato anche altrove: danza, teatro e improvvisazione, canto, scrittura, pratiche bio-naturali, medicina tradizionale cinese, riflessologia plantare.
Quindi fai tante cose diverse?
Esattamente 😄 E per anni questa cosa mi ha anche confusa parecchio.
Continuavo a cercare il bandolo della matassa tra percorsi che all’apparenza sembravano lontanissimi tra loro.
Poi, a un certo punto, sono arrivate queste parole:
Arte Poetica delle Relazioni Umane.
E cosa significa Arte Poetica delle Relazioni Umane?
È il tentativo di dare un nome a quello spazio imprevedibile che nasce quando le persone si incontrano davvero.
Uno spazio dove studio, esperienza, corpo, ascolto, intuizione e presenza reale riescono finalmente a parlarsi.
Ma quindi hai studiato tantissimo…
Sì 😄 E continuo ancora.
Dopo la laurea ho fatto due scuole di specializzazione quadriennali, un master in mediazione familiare e una lunga formazione parallela tra medicina tradizionale cinese, riflessologia, shiatsu, pratiche corporee, teatro, danza, voce, scrittura, canto e arti espressive.
Ho scritto sei libri, porto avanti una missione su strada da anni, faccio teatro d’incontro e la cantastorie 😄A volte penso che con tutti i soldi spesi in formazione mi sarei comprata almeno tre appartamenti… grandi 😄
La verità è che ho sempre avuto una specie di fame di ricerca.
Quasi un’ossessione 😄 per le relazioni umane.
Per te basta il sapere o serve anche il “calore umano”?
Non si bastano da soli. Servono entrambi.
Diffido sia del “calore” improvvisato senza studio, sia dei professionisti pieni di teoria ma completamente scollegati dall’incontro umano.
E la strada di cui parli dove entra in tutto questo?
In modo enorme 😄
Dal 2017 porto avanti quella che chiamo la mia “missione su strada”.
Una parte importante della mia ricerca nasce proprio lì: negli incontri imprevedibili, nelle persone, nei silenzi, nelle situazioni assurde, nelle cose che non puoi controllare.
Il mio sesto libro parla proprio di questa esperienza sulla strada.
Si intitola EPHPHATHA – Le Scintille dei Miracoli.
Quindi fai psicoterapia o fai altro?
Entrambe le cose, ma non nello stesso spazio.
Esiste una parte clinica del mio lavoro, legata alla psicoterapia e allo psicodramma terapeutico.
E poi esiste tutto il mondo dei laboratori e degli incontri creativi, espressivi e corporei.
Tengo molto a distinguere questi ambiti senza confonderli.
Come lavori quando sei nei tuoi incontri?
Sia nell’ambito terapeutico che in quello creativo, mi piace stare dentro ciò che accade.
Chiaramente il lavoro clinico ha uno sguardo più orientato al disagio e al dolore, ma sempre con un’ottica di riparazione e mai di “allagamento” nel dolore stesso.
E con te… come si sente l’altro?
Non lo so davvero 😄
Però mi sembra di capire che alcune persone si sentano un pochino a casa con me.
Altre invece mi tengono a distanza; forse per il mio carattere un po’ bizzarro, forse per la mia eccentricità o per questa mia natura così difficile da incasellare.
E va bene anche così.
Sento però molta curiosità nei miei confronti, sia da parte di chi si avvicina, sia da parte di chi resta più lontano.
E questa cosa mi rasserena perché credo davvero che la curiosità sia il motore di tutto.
Quindi anche quando non risulto “facile” o immediatamente avvicinabile, sono comunque contenta se riesco a lasciare nelle persone almeno una domanda, una curiosità, un piccolo movimento.
Pensi di aver capito tutto sulle relazioni umane?
Assolutamente no 😄
E diffido molto di chi pensa di aver capito tutto.
Continuo infatti a cercare il bandolo della matassa.
E questa ricerca mi tiene sempre attenta… Come scrivo in uno dei miei libri:
“Siamo maestri del vuoto, affamati di meraviglia.”
Sì… mi sento proprio così… decisamente affamata di meraviglia 😄
Se hai altre domande da farmi, scrivimi.
Ti rispondo 🙂